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Comune di Prato

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Prasesi illustri - Altre biografie

I nomi sono elencati per data di nascita.

Prato.Italia150: 1861 - 2011


Sondaggio "Vota il tuo pratese"

Nel periodo marzo-novembre 2011 si è svolto il sondaggio on line per eleggere il pratese più rappresentativo degli ultimi 150 anni. Un modo originale e partecipativo di celebrare l'Unità d'Italia e Prato, valorizzando figure da tanti ignorate o dimenticate.

Storico eventi

 Marzo-settembre 2011: iniziative organizzate a Prato per l'unità d'Italia in formato pdf 2.4 Mb


Anselmo Fauli (1817 - 1876)

 Nato il 17 settembre del 1817 a S. Lucia, Francesco Fauli entrò diciannovenne nel convento di Arezzo dei carmelitani scalzi ed assunse il nome da religioso di Anselmo. Incominciò la carriera ecclesiastica a Siena, quindi a Firenze. Scrisse vari saggi di carattere religioso e divenne consulente della santa Sede per gli affari in Toscana.
Raggiunse il culmine della sua carriera, divenendo vescovo di Grosseto, dove fece il suo solenne ingresso il 24 marzo 1868. Da vescovo partecipò al Concilio Vaticano I indetto da papa Pio IX nel 1869. Il 20 settembre 1870 si trovava a Roma proprio il giorno della celebre breccia di Porta Pia.
La sua frenetica attività gli consentì anche la fondazione di una rivista, «La Sentinella», con la quale cercava di arginare il crescente malumore nei confronti della Chiesa.
Contrasse la malaria e quindi chiese di tornare a Prato, dove morì il 31 gennaio 1876.

Segnalato da Enrico Pieri, giugno 2011
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Cesare Ciardi (1818 - 1877)

Foto di Ciardi  Cesare Ciardi, nacque a Prato nel 1818. Fin da piccolo evidenziò particolari doti musicali, trovando nel flauto e nell'ottavino i suoi strumenti preferiti. I suoi maestri furono Giuseppe Nuti, pianista e compositore pratese e Luigi Carlesi, flautista pratese. Si esibì per la prima volta in concerto nell'autunno del 1827 nel Palazzo Reale a Genova, presentato al pubblico e ai regnanti da Niccolò Paganini. Da allora iniziò la sua carriera di concertista che lo portò ad esibirsi in molti importanti teatri italiani acquisendo la meritata fama di virtuoso dalle incredibili capacità tecniche ed espressive.
Insieme all'attività di concertista, dopo il 1838, iniziò a comporre, scrivendo soprattutto per il suo strumento ma cimentandosi anche nella realizzazione di un melodramma. Tra il 1842 e il 1847 la sua fama di musicista crebbe moltissimo in Italia ed anche all'estero, ed è proprio del 1847 una fortunata tournée a Londra, durante la quale Cesare Ciardi si esibì anche all'Opera House e alla Filarmonica.
Dal 1853 fu in Russia a S. Pietroburgo, flautista da camera dello Zar nonché professore della Cappella Imperale, della Scuola dei Teatri e del Conservatorio di S. Pietroburgo dove negli stessi anni insegnava P. I. Tchaikowsky. Cesare Ciardi intrattenne con Tchaikowsky un'intensa amicizia e fu suo insegnante di flauto. Negli anni della sua permanenza in Russia, che durò fino alla morte, per gli indiscussi meriti artistici e per la serietà professionale, Cesare Ciardi venne definito primo flautista d' Europa.
Il Ciardi flautista era un grande esecutore, affine a Niccolò Paganini per il gusto e il modo di trattare lo strumento, importante rappresentante della scuola flautistica italiana dell'ottocento. Quale compositore è un esempio interessante del cosiddetto rinascimento strumentale italiano dell'800. Morì in Russia nel 1877.

Segnalato da Roberto Bonaiuti, giugno 2011
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Augusto Borgioli (1821 - 1879)

 Augusto Borgioli, direttore d'orchestra e compositore, nacque a Prato nel 1821. Mostrò precoce talento per la musica e si diplomò ancora giovanissimo al Conservatorio di Firenze. Il suo esordio come direttore d'orchestra avvenne nel Natale del 1845 con Ernani, prima opera di Giuseppe Verdi ad essere rappresentata al Metastasio. In quegli stessi anni subentrò al suo primo insegnante, Camillo Bertini, nell'incarico di maestro di cappella del Duomo di Prato. Dopo il successo dell'esordio, Borgioli rimase per vent'anni direttore stabile del Metastasio.
Si dedicò alla composizione di lavori sinfonico-corali tra i quali si ricordano il "De Profundis" e l'inno "Deus tuorum militum", che fu per lungo tempo il simbolo del Natale pratese. Morì improvvisamente nel 1879.

Segnalato da Vittorugo Risaliti, aprile 2011
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Edoardo Chiti (1839 - 1922)

 Edoardo Chiti nacque a Prato nel 1839 da una famiglia di musicisti. Fin da piccolo, si dedicò allo studio della musica imparando a suonare il trombone, che rimase sempre il suo strumento prediletto. Nel 1860, cominciò la sua carriera come direttore di banda a Manciano. Tornò poi a stabilirsi a Prato, dove operò per tutta la vita come direttore della banda cittadina, che in seguito prese il suo nome, e come insegnante di pianoforte e strumenti a fiato. Compose musiche originali per banda e numerose riduzioni e adattamenti dal repertorio lirico e sinfonico. Fu sempre impegnato nell'organizzazione degli eventi musicali della città e collaborò anche con alcune bande dei dintorni. Diresse per ben 48 anni la banda cittadina che successivamente prese il suo nome.
Morì nel febbraio del 1922, all'età di 83 anni.

Segnalato da Vittorugo Risaliti, aprile 2011
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Antonio Angiolini (1848 - 1929)

 Nato a Prato il 20 dicembre 1848, studiò al Cicognini come titolare di un posto gratuito di convittore dal 17 novembre 1859 al 31 luglio 1865. L'anno successivo partecipò come combattente volontario tra i garibaldini alla battaglia di Bezzecca. Medico con la passione per la politica, nel giugno 1895 venne eletto deputato al Parlamento, disinguendosi come oppositore di Crispi. In seguito, venne eletto per ben cinque legislature, rinunciando solo nel 1919. In assemblea parlò rare volte ma sempre in difesa degli interessi e dell'importanza economica di Prato, in relazione al crescente sviluppo delle sue industrie. In diverse occasioni lamentò l'incuria delle autorità verso la stazione di Porta al Serraglio, ma sempre sostenne la costruzione della Direttissima. Nel 1896 assunse la presidenza della Cassa di Risparmio che tenne ininterrottamente fino al 1929.
Scomparve il 12 novembre 1929 a san Vivaldo di Montaione, nella sua villa dove si era ritirato a seguito di una malattia.

Segnalato da Sergio Chiostri, aprile 2011
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Didaco Bessi (1856 - 1919)

foto di Bessi Didaco Bessi nacque il 2 febbraio 1856, nella frazione di Iolo. Sin da bambino si sentì attratto dalla vita sacerdotale. Nel 1874 a 18 anni, grazie alla generosità del vescovo e di un canonico, poté essere accolto in Seminario a Prato. Ordinato sacerdote, dal 1890 al 1892 fu economo della Chiesa di S. Pietro a Iolo, della quale successivamente divenne parroco. Alla fine del 1894 chiese al vescovo di Pistoia - Prato di poter fondare un'Istituzione per l'assistenza dei tanti orfani di Iolo e degli ammalati, che a causa degli impegni di lavoro nei campi, venivano lasciati abbandonati a sé stessi. Nacque così l'Opera della Madonna del Rosario, formata da un primo nucleo di quattro novizie dell'ordine domenicano. Don Bessi seguì l'Ordine per quarant'anni, fino alla sua morte, avvenuta il 25 maggio 1919, all'età di 63 anni.
L'Istituto da lui fondato e che oggi ha la denominazione di "Domenicane di Santa Maria del Rosario" si è diffuso con tante Case in Italia, India, Polonia, Ecuador, Romania, Ucraina.

Segnalato da Giovanni Bensi , aprile 2011
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Giuseppe Valaperti (1868 - 1951)

 Secondo il classico schema del self-made man pratese, Valaperti aveva interrotto la scuola dopo la terza elementare, aveva fatto il cordaio in Piazza Mercatale, aveva messo su la sua prima impresa tessile già nel 1893 e da lì, crescendo, era arrivato alla grande fabbrica a ciclo completo, posta alla confluenza tra via Battisti e via Bologna. Domiciliato in storici palazzi cittadini (la famiglia viveva in Palazzo Novellucci, ma erano suoi anche Palazzo Bizzocchi e altri), Giuseppe Valaperti condusse una vita agiata ma senza lussi superflui, una vita che gli fu anche prodiga di lutti: perse in giovane età entrambe le mogli e i due figli maschi.
In età matura, Valaperti si innamorò di Livorno, città che considerò come sua seconda patria e che lo ricambiò facendolo cittadino onorario. Lì si trovò a suo agio come a Prato, si fece costruire una grande villa all'Ardenza (con annessa un'enorme quantità di terreno, che poco dopo donò perché vi fosse costruito quello che è ancora adesso lo stadio di Livorno) e divenne anche imprenditore edile, edificando i 47 villini che fiancheggiano il lungomare davanti all'Accademia Navale. Congiungendo idealmente le due città che amava,Valaperti - uomo assai generoso ma investitore accorto - volle chiamare la sua lottizzazione livornese "Prato al mare".

Segnalato da Fabrizio Giampaolo Massai , aprile 2011
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Moisè Cecconi (1870 - 1963)

Foto di Cecconi Moisè Cecconi nacque a Jolo di Prato il 19 gennaio del 1870. Da buon pratese studiò nel collegio Cicognini. Questo prestigioso istituto lo vide allievo attento e partecipe, buon cultore di greco e latino che apprendeva con entusiasmo anche dopo l'amarezza della rinuncia a frequentare la facoltà di lettere all'università di Firenze , per vicende familiari.
Cecconi fu amico di Gabriele D'Annunzio anzi secondo una informazione attendibile doveva andare col poeta a Vinci a vedere i luoghi dove era vissuto Leonardo. Conobbe anche Giovanni Pascoli, ed era in stretta corrispondenza con Emile Zola. Nel 1893 Cecconi aveva conosciuto pure Ardengo Soffici (di lui più giovane) che trascorreva le vacanze a Jolo presso i parenti; e il pittore - scrittore riconoscerà poi che l'amico Moisè gli aveva risvegliato il fervore per le lettere e la filosofia.
La sua opera di narratore è costituita da un romanzo, “La fidanzata del vento” (Vallecchi, Firenze 1934) e da alcuni libri di racconti: “Il primo bacio e altre novelle bizzarre” (Treves, Milano, 1908), “La principessa ermetica e altre novelle” (Giannelli, Firenze 1911), “Racconti per convalescenti” (Treves, Milano 1916), “Elogio della perfetta ignoranza” (Vallecchi, Firenze 1927), nonché da una commedia, “Sulla via di Damasco”. Nei racconti il Cecconi esalta soprattutto la vita campestre, che per lui, in quel tempo, era la più consona al suo spirito inquieto.
L'opera di Moise Cecconi è degna di attenzione e rivalutazione considerando che la sua fertilità si è manifestata anche collaborando con il Marzocco e l'Illustrazione Italiana.
Morì a Jolo il 25 settembre 1963.

Segnalato da Lorenzo Caciolli, giugno 2011
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Zelindo Mannelli (1878 - 1937)

Foto di Zelindo Mannelli Zelindo Mannelli nacque a San Giorgio a Colonica il 20 febbraio 1878 da un'umile famiglia. All'età di un anno rimase orfano di entrambi i genitori e fu affidato a turno ai suoi parenti. Fin da ragazzo lavorò presso una tessitura e, al tempo stesso si occupò di volontariato, entrando a far parte della Confraternita della Misericordia. Nel giugno 1899 sposò Artemia Moggi, figlia di una famiglia di lavandai, e da allora in poi Zelindo lavorò come lavandaio in via delle Conce Vecchie, l'attuale via Fra' Bartolomeo. Nel novembre 1905 fondò insieme ad altri cittadini l'Associazione di pronto soccorso e di carità Croce d'Oro, ispirata ad ideali civici non anticlericali, ma estranei ad ideologie troppo radicali. La nuova associazione seguiva le finalità della Misericordia e della Pubblica Assistenza, distinguendosi però per l'istituzione di un ambulatorio medico chirurgico, gratuito per i poveri. Mannelli dedicò l'intera esistenza alla Croce d'Oro e non solo: per molti anni fece parte del collegio dei Buonomini, che amministravano la Casa Pia de' Ceppi dei poveri di Prato.
Mannelli morì il 31 ottobre 1937, dedicandosi alleopere di volontariato, anche dopo che fucolpito da una paresi.

Segnalato da Luana Cecchi ed Elisabetta Tonfoni, maggio 2011
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Omero Vallecorsi (1879 - 1935)

Foto di Vallecorsi Nacque a Prato il 20 luglio 1879. Tutta la sua vita fu dedicata all'insegnamento del violino, all'esecuzione di brani musicali, nonché alla produzione di molte composizioni per archi. Dal “golfo mistico” partecipò attivamente e per tanti anni alle stagioni operistiche del Metastasio. Fino dal 1904, e per oltre trent'anni, fu insegnante di strumenti ad arco nel Regio Convitto Cicognini, così come nelle Scuole comunali di Musica e, dal 1910, anche alla Scuola Ceciliana di Poggio a Caiano. Tra le oltre settanta composizioni di Omero Vallecorsi, troviamo opere di vario genere. Tuttavia, si segnalò soprattutto negli adeguamenti di opere liriche e di musica sinfonica, che allora servivano come veicolo di diffusione della cultura musicale, attraverso adattamenti per piccoli complessi strumentali,
Morì in Prato il 25 giugno 1935.

Segnalato da Rossella Foggi, marzo 2011
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Angiolo Innocenti (1882 - 1963)

foto di Angiolo Innocenti Nacque a Galciana il 16 settembre 1882. Straccivendolo, lavorò al lanificio di Raimondo Targetti dal 1906 al 1914, poi si mise in proprio. Aderì ai principi socialisti, scrivendo sul settimanale “Il Lavoro”. Iniziò la sua attività politica nelle organizzazioni politiche e sindacali di Prato e di Galciana stessa, dove fu fra i promotori della costruzione della casa del popolo e della sistemazione di un’epigrafe dettata da Filippo Turati in memoria di Andrea Costa (1911).
Nel 1917 si batté per la creazione di un ente autonomo dei consumi. Sostenne molte campagne di sottoscrizione, come quella per le popolazioni del Friuli e del Veneto che lasciarono le proprie terre dopo la disfatta dell’esercito italiano a Caporetto. Infine si impegnò in una gara di solidarietà per i bambini affamati di Vienna che, come i genitori, morivano in gran numero per la tubercolosi, evento che segnò in seguito il suo destino.
Membro della giunta esecutiva della Camera del lavoro, fu candidato alle elezioni amministrative del Comune di Prato del 1920, in cui riuscì eletto. Con il definitivo avvento del fascismo a Prato, fu costretto a riparare a Vienna, in Austria, una delle culle dell’antifascismo all’estero. Nel 1925, Innocenti insieme ad altri dette vita ad un circolo Matteotti, lavorando con personalità come Balabanoff, Modigliani e Saragat. Rimase nel direttorio dell’organizzazione fino all’inizio degli anni Trenta.
Morì a Vienna il 13 giugno 1963. .

Segnalato da Alessandro Bicci, giugno 2011
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Padre Luca Vannucci (1882 - 1976)

foto di Padre Vannucci Nato a Prato il 30 settembre 1882, all'età di sedici anni entrò in convento. Nel 1906 diventò cappuccino, quindi fu ordinato sacerdote l'anno dopo. Missionario in India, si adoperò per la costruzione della Cattedrale di Nuova Dehli, consacrata nel 1935. Fu superiore della comunità cappuccina in India. Il Governo inglese, in riconoscimento dell'attività filantropica svolta a Dehli, lo decorò con due medaglie d'argento. Venne proposto anche per una medaglia d'oro, che non verrà mai conferita, perché proprio in quel periodo l'Italia stava conducendo la guerra in Etiopia.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale Padre Luca, come tutti i missionari italiani, venne internato nel campo di concentramento di Pregnagar. L'amicizia di Lord Haily, suo amico e benefattore, gli valse la liberazione e gli consentì di recarsi a svolgere l'ufficio di parroco nella vicina chiesa di Dehra-Dun, potendo così svolgere liberamente il suo ministero, anche in favore dei confratelli internati.
Tornato in Italia a 82 anni, morì nel convento di Montughi nel 1976.

Segnalato da Lorenzo Caciolli, maggio 2011
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Gastone Lenzi (1887 - 1968)

foto di Lenzi Gastone Lenzi nacque a Prato il 31 luglio 1887. Assunto come impiegato nel 1906 dalla Cassa di Risparmi e Depositi di Prato, vi prestò ininterrottamente la propria attività con funzioni diverse per 58 anni. Nominato direttore della Cassa nel 1930, la diresse per 34 anni. Fu un lungo periodo di profonde trasformazioni economiche per la città, e Lenzi, con attenzione, oculatezza, ne accompagnò lo sviluppo. E' alla sua direzione che si deve il primo forte radicamento della Cassa sul territorio, con la nascita e la crescita degli sportelli, che portò alla presenza di 17 sedi decentrate sul territorio e alla crescita dei depositi, 32 miliardi di vecchie lire, al 1964.

Figura di rara competenza tecnica e professionale, fu dal 1934 al 1964 segretario della Federazione delle Casse di Risparmio della Toscana, e membro dal 1951 al 1964 della Consulta tecnica permanente della Associazione fra le Casse di Risparmio italiane.

Morì il 2 giugno 1968.

Segnalato da Sandra Giagnoni e Giorgio Lavorini, marzo 2011
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Alighiero Ceri (1890 - 1986)

 Alighiero Ceri nacque a Prato il 12 ottobre 1890. Dirigente del Partito repubblicano, fu sostenitore convinto dell'istituzione della Provincia di Prato. Nel 1919, fondò l'Associazione "Pro Prato", dalla quale poi nacque il "Comitato per la Provincia di Prato", che contribuì notevolmente a raggiungere l'obiettivo. Ceri fu inoltre redattore di molti giornali locali, oltre che fondatore e diffusore del giornale pratese "Il Bacchino". Intorno agli Anni Trenta, fondò l'istituto serale "A. Ceri", per la formazione professionale a carattere commerciale e/o meccanica rivolta agli operai pratesi, istituto operante ancora oggi.
Morì il 27 gennaio 1986.

Segnalato da Vittorugo Risaliti, maggio 2011
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Dante Ceccatelli (1895 - 1935)

foto di Ceccatelli Nel dicembre del 1920, un gruppo di sportivi entusiasti fondò la sezione di lotta greco romana presso la società sportiva Etruria. Si trattava di una disciplina non molto popolare tuttavia, grazie al talento di Dante Ceccatelli, il gruppo sportivo pratese riuscì ad imporsi e primeggiare, prima in campo regionale e poi nazionale, nella categoria dei pesi medio-massimi. Il Ceccatelli, atleta di punta della squadra, nel 1922 rappresentò l'Italia ai campionati del mondo svoltisi a Vienna, ottenendo un ottimo piazzamento. Alla VIII Olimpiade di Parigi ottenne un discreto risultato, battuto al secondo turno dal forte atleta ungherese Béla Varga.
Dopo la sua morte avvenuta nel 1935, all'età di soli quarant'anni, la sezione di Prato dell'Unione nazionale veterani dello sport prese il suo nome.

Segnalato da Eleonora Lastrucci, aprile 2011
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Dario Barni (1906 - 1944)

Foto di Barni Dario Barni è l'unico partigiano pratese cui è stato dedicato un monumento. Nato a Prato nell'agosto 1906, visse per anni in piazza Sant'Agostino. Il suo lavoro di autista per conto di una consociata della Gondrand lo portava a girare l'Italia in lungo e in largo. Durante questi viaggi, Barni diffondeva le copie clandestine dei giornali antifascisti, rischiando l'arresto. Si trasferì quindi a Milano, dove continuò a lavorare come autista per conto della Pirelli. Dopo l'armistizio dell'8 settembre, entrò nelle file della Resistenza, con l'incarico di commissario della Brigata Matteotti, assumendo il nome di battaglia di "Armando". Vicino agli ideali di Pertini, che ebbe modo di conoscere nel periodo partigiano, si battè sopratutto nella zona dell'Oltrepo Pavese. Qui trovò la morte, durante un'operazione militare, il 18 settembre 1944. Fu sepolto nel cimitero maggiore di Milano; tuttavia, in memoria del suo valore, gli è stato dedicato un monumento nel paese di Begoglio, oltre a due lapidi commemorative nella città di Milano.

Segnalato da Alessandro Assirelli, maggio 2011
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Tintori Silvano (1907 - 1987)

Foto di Tintori Nacque a Prato il 4 aprile del 1907. Fin da giovane si distinse per il suo altruismo ed il suo spirito di servizio. Fu infermiere dell’ospedale di Prato e, dall’età di 18 anni, entrò a far parte della Pubblica Assistenza come volontario. Per oltre cinquant’anni si distinse come caposquadra dei mezzi di pronto soccorso, svolgendo anche l’opera di vigile del fuoco, negli anni in cui la Pubblica Assistenza garantiva questo servizio. La sua carica umana e la sua professionalità, sopratutto nelle situazioni di emergenza e in quelli che oggi chiamiamo interventi di protezione civile, ottennero il doveroso riconoscimento attraverso gli anni: venne infatti insignito di ben otto medaglie d'oro da parte della Pubblica Assistenza. Sopratutto in tempo di guerra fu molto attivo come portantino del famoso "carrino a mano". Fu inoltre economo della farmacia interna della stessa Pubblica Assistenza. Molto conosciuto in città e apprezzato dai pratesi come uomo di immensa dedizione al prossimo, oltre che di eccelsa professionalità. Nel 1967 venne nominato cavaliere del lavoro.
Morì a Prato il 28 Febbraio 1987, all'età di 80 anni.

Segnalato da Alessandro Zella, giugno 2011
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Ruggero Balli (1910 -1981)

Foto di Balli Nato a Galciana nel 1910, iniziò giovanissimo a lavorare nel reparto fissaggio tessuti del lanificio Orlando Franchi,dove lavoravano altri tre dei suoi quattro fratelli. A quei tempi il passatempo domenicale di tanti giovani era la gita in bicicletta; fu in occasione di queste gite che Ruggero ebbe la sensazione di avere certe qualità: nessuno reggeva il suo passo, specialmente lungo le salite di Montepiano, San Baronto o del Serravalle.
Iniziò così la sua attività ciclistica come dilettante ottenendo buoni risultati con vittorie (Campionato Toscano nel 1930) e numerosi piazzamenti. Nel 1933 non ebbe fortuna al campionato italiano di categoria: dovette ritirarsi per la rottura di una ruota mentre era nel gruppo di testa. Passò nel 1934 ai professionisti mettendo ancor più in evidenza le sue doti di ottimo scalatore, buon passista e particolarmente adatto ai percorsi lunghi e difficili come dimostrano le sue numerose affermazioni. Partecipò al Giro d'Italia dal 1935 al 1939 indossando i colori della Bianchi, dell'Olympia e della Viscontea.
Atleta forte e generoso cessò l'attività nel 1939 per iniziarne un'altra che lo distinse ancora maggiormente, quella di imprenditore nel campo dei tessuti. Insieme al fratello, fondò il lanificio "Ruggero Balli"(che successivamente diverrà "Lanificio Fratelli Balli"), che dalla metà degli anni Settanta divenne la sede di una delle più importanti realtà imprenditoriali della nostra città.

 

Segnalato da Marco Boretti, agosto 2011
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Enrico Befani (1910 - 1968)

Foto di Befani Industriale tessile pratese, deve la sua fama sopratutto all'essere stato preseidente della società di calcio A.C. Fiorentina, nel periodo dal 1951 al 1961, quello che è considerato il periodo d'oro della squadra. Befani rilevò una società di dilettanti e riuscì ad organizzarla in modo da dargli un assetto professionistico e competitivo. Scelse come allenatore Fulvio Bernardini, anch'egli un innovatore, che portò la Fiorentina a vincere lo scudetto nell'anno 1955-56 e a conquistare negli anni successivi cinque secondi posti consecutivi. Giunta imbattuta in finale della coppa dei campioni, nel 1957 la squadra viola incontrò il leggendario Real Madrid, che la sconfisse per 2-0. Nel 1960-61 la Fiorentina, prima squadra italiana a vincere un titolo internazionale, si aggiudicò la coppa delle coppe, battendo nella doppia finale il Rangers Glasgow. Lo stesso anno Befani abbandonò la presidenza e passò le consegne ad Enrico Longinotti.
Morì a Prato nel 1968, alla vigilia del secondo scudetto della Fiorentina.

Segnalato da Franco Villani, giugno 2011
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Egisto Castagnoli (1912 - 1999)

Foto di Castagnoli Egisto Castagnoli nacque a Prato il 6 Gennaio 1912. Appassionato sportivo, nel settembre del 1935 si diplomò all'Accademia di educazione fisica di Roma, allora l'unico istituto superiore che abilitava all'insegnamento di quella materia. Effettuò quindi il tirocinio nelle scuole di Terni, dove rimase ad insegnare fino al 1941.
Alla fine della guerra, riprese l'insegnamento al Collegio Cicognini di Prato, passando poi all'Istituto Buzzi, dove insegnò ininterrottamente fino alla pensione. Nel corso della sua carriera seppe sempre coniugare la passione per l'insegnamento con doti di umanità, che lo portavano ad essere considerato dai suoi allievi - che lo chiamavano benevolmente Calvino, a causa della precoce calvizie - un maestro ed un amico. Nel 1993 gli venne assegnato il Premio Bacchino alla carriera. Morì il 25 Settembre del 1999.

Segnalato da Urano Corsi, marzo 2011
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Cesare Grassi (1914 - 1996)

Foto di Grassi Nato a Prato il 18 gennaio 1914, il professor Cesare Grassi, liceale autodidatta, si laureò in lettere nel 1939, insegnando poi latino e greco nel liceo Carducci di Viareggio e in quello pratese del Cicognini.
Fece parte del Comitato liberazione nazionale di Prato e nel settembre 1944 entrò nella nuova amministrazione comunale. Vi tornò nel 1960, eletto come indipendente nelle liste del PSI, e fu assessore alla pubblica istruzione, ricoprendo anche la carica di vicesindaco.
Preside del liceo classico Cicognini fino al 1968, divenne docente di latino alla facoltà di magistero dell'Università di Firenze. Grecista e latinista di valore, pubblicò varie opere dedicate allo studio delle due lingue classiche. Uomo di raffinata cultura, fu al tempo stesso persona disponibile e generosa, sempre attenta alle vicende sociali, vicina agli allievi ed alla gente.

Segnalato da Claudio Caponi, marzo 2011
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Aldo Bini (1915 - 1993)

Foto di Bini Nacque a Montemurlo, esattamente nella frazione di Bagnolo, il 30 luglio 1915. Iniziò fin da ragazzo a praticare il ciclismo su strada. Nelle categorie giovanili si impose contro il rivale toscano Gino Bartali. A livello dilettantistico, continuarono le sfide con Bartali, ma fu Bini a vincere la maggior parte delle volte. Passato allo sport professionistico nel 1934, due anni dopo vinse il Giro del Piemonte e al Giro d'Italia vinse la tappa Torino-Genova, mantenendo per cinque giorni la maglia rosa. Ai mondiali di Berna, sempre nel 1936, arrivò secondo dietro il francese Antonin Magne. Nel 1937 vinse il Giro di Lombardia, battendo Gino Bartali. Nello stesso anno vinse tre tappe del Giro d'Italia, ma fu squalificato. Ai mondiali di Copenaghen, Bini si ritirò. Nel 1941, vinse la Gran Fondo d'Italia, una corsa di 600 chilometri. Nel 1948 fu maglia nera al Giro d'Italia. Nella sua carriera si contano 61 vittorie. Morì a Prato il 16 luglio 1993.

Segnalato da Marco Boretti, maggio 2011
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Rolando Caciolli (1917 - 1998)

foto di Caciolli Rolando Caciolli nacque a Prato nel 1917 da una famiglia di antiche origini pratesi. Già in gioventù, nel periodo universitario emersero le sue capacità di organizzatore di attività ricreative, culturali, benefiche e sportive. Subito dopo la Liberazione, a capo dei goliardi, egli fondò la Libera associazione studentesca apolitica - LASA, per raggruppare, nel clima dell'immediato dopoguerra, tutte le componenti, politiche e non, del panorama studentesco pratese. Solo in questo modo era possibile, secondo Caciolli, preservare l'apoliticità dell'associazione. Quello della distanza dai partiti e dalla politica attiva sarà un obiettivo che Caciolli si proporrà sempre nella vita e nella lunga battaglia per l'istituzione della Provincia di Prato. La LASA consentì l'incontro fra Caciolli e Roberto Giovannini, sindaco di Prato dal 1949 al 1964, ma soprattutto compagno indispensabile nelle fasi cruciali della lotta per l'autonomia provinciale. Caciolli vide la realizzazione del suo sogno pochi anni prima della sua morte, avvenuta nel 1998.

Segnalato da Alberto Bonaiuti, aprile 2011
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Aldo Petri (1918 - 1983)

 Nato nel 1918, morì a Prato nel marzo del 1983, lasciando in sospeso vari progetti che testimoniavano tutti il grande interesse e l'approfondita conoscenza delle "cose" della sua città. Fin da giovanissimo, Petri si era dedicato allo studio della storia pratese, dell'arte e dell'architettura della città, collaborando fin dal '39 all'Archivio Storico Pratese con contributi sempre originali e interessanti. L'amore per la cultura e per gli studi non era però disgiunto dall'impegno politico e sociale; formatosi nell'ambiente giovanile dell'Azione Cattolica, Petri partecipò alla lotta partigiana nella Val di Bisenzio e fu esponente del CLN di Prato per il Movimento democratico cristiano, attività di cui si hanno numerose testimonianze nelle sue carte pervenute alla Biblioteca Lazzerini e che costituiscono il Fondo Petri.
In seguito su questa esperienza Petri pubblicò un volume, Coccodrillo verde, utile per ricostruire l'atmosfera di quegli anni e la sua passione politica; passione e impegno che continuarono anche dopo. Infatti Petri fu consigliere comunale e provinciale fino agli Anni Settanta e rivestì importanti cariche a livello cittadino. Fu tra i fondatori, nel 1952 dell'Associazione turistica pratese e consigliere dell'Azienda autonoma di turismo dal '63 al '71. Nel 1961 fu nominato, con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, Ispettore onorario ai monumenti, antichità e belle arti di Prato e collaborò con assiduità alla rivista "Prato storia e arte".
I suoi volumi sulle Ville pratesi e sulla Val di Bisenzio raccolgono organicamente i risultati di ricerche minuziose, che lo avevano fatto diventare il consulente per eccellenza di tutti coloro che si accingevano a studiare le cose pratesi. Un riconoscimento ufficiale inoltre della sua appassionata attività di ricerca bibliografica e di collezionismo è venuto a Petri dal Gruppo bibliofili pratesi, del quale era stato a lungo animatore, che è stato in seguito intitolato a suo nome.

Segnalato da Alessandro Assirelli, maggio 2011
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Arrigo Forasassi (1919 - 2002)

Foto di Forasassi L'ingegner Arrigo Forasassi legò il suo nome ad importanti opere pubbliche e private nel territorio di Prato e non solo, dal dopoguerra fino alla sua scomparsa nel 2002.
Nacque a Barberino del Mugello nel 1919, figlio di operai; si era trasferito a Prato a metà degli anni Trenta, dove trovò lavoro in una fabbrica tessile. Riuscì con tenacia e volontà ad arrivare alla laurea nel 1950, pur continuando a lavorare come operaio, e aprì uno studio di ingegneria. Tra le opere da lui progettate ricordiamo l'ospedale, il tribunale, la seconda tangenziale, la fabbrica Banci sulla declassata, il centro direzionale Luigi Pacini con il Palazzo dell'Industria e tante altre ancora. Al di fuori dai confini di Prato, merita ricordare la coprogettazione dell'Invaso di Bilancino sul fiume Sieve. Ebbe grandi capacità di innovazione: fu ad esempio uno dei primi in Italia ad attrezzare un centro di calcolo elettronico nel 1965.

Segnalato da Daniela Sammarco, marzo 2011
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Enzo Coppini (1920 - 2011)

foto di Coppini Enzo Coppini, “il morino di Prato”, fu atleta di ottima taglia, burlone e ciarliero, estremamente generoso. Gareggiò per sedici anni, dal 1935 al 1951, militando nelle diverse categorie, in Italia e all’estero, sempre fedele comunque ai colori della Ciclistica Pratese. Nella sua carriera illuminata da alcune splendide prodezze, ha vinto 22 gare, disputando alcuni Giri d’Italia, la Ronde de France nel 1946, quindi il Tour de France del 1948, vinto da Gino Bartali. Protagonista nel 1949 al Giro di Algeria, cessò l’attività agonistica nel 1950, dopo che, nel Giro d’Italia 1950, si era dovuto ritirare con le lacrime agli occhi essendo giunto in forte ritardo accumulato a conclusione della tappa di Livorno. Mise quindi in piedi un negozio di biciclette, ma rimase sempre in contatto col mondo del ciclismo: dal 1958 al 1960, seguì il Giro d’Italia sull’ammiraglia della squadra, accanto a Learco Guerra, altro grande campione del pedale nonché suo carissimo amico. Dopo quella esperienza entrò nell’ambiente del ciclismo amatoriale come sponsor a fianco della Mobilmoderna, ottenendo due scudetti tricolori nel settore cicloturistico. Si distinse per l’intensa attività organizzativa e per l’impegno in tante iniziative sportive e non, in seno alla Ciclistica Pratese 1927, società che amava. Pur non avendo avuto una carriera folgorante e ricca di trionfi, Enzo Coppini ha sempre saputo trasmettere un’impronta marcata della sua personalità, della sua esuberanza, generosità, e grandissima passione.

Segnalato da Marco Boretti, ad agosto 2011
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Giorgio Giorgi (1921 - 1981)

 Nato a Prato il 18 dicembre 1921, Giorgio Giorgi fu il primo educatore a creare in Italia una scuola per studenti lavoratori, anticipando anche quelle che furono le rivendicazioni sindacali per lo studio. Fondò infatti l'Istituto Flanagan, che per anni consentì agli studenti lavoratori di ampliare l'istruzione ed accedere a maggiori opportunità nella vita, realizzando le loro aspirazioni. Le sue modalità di istruzione autogestita furono di esempio per numerose altre scuole per studenti lavoratori nate in seguito a questa esperienza. Morì il 30 ottobre 1981

Segnalato da Mariangela Zini, marzo 2011
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Giulio Bresci (1921 - 1998)

Foto di Bresci Iniziò la sua carriera di ciclista nel 1938 e ben presto si mise in luce tra i dilettanti. Nella stagione 1941, su ventotto corse, ottenne otto vittorie e quattordici piazzamenti. Fu dopo il conflitto mondiale che fece il suo debutto nel mondo dei professionisti: nel 1946 partecipò al giro d'Italia, piazzandosi al sesto posto nella classifica finale. Tre giorni dopo, partì da Bordeaux per la Ronde de France, un "piccolo Tour" che rappresentava la rinascita delle grandi competizioni in Francia dopo la guerra. Vinse due tappe su cinque, trionfando anche nella classifica generale.
Terminò il Giro d'Italia per cinque volte nelle prime nove posizioni (con la perla del 3° posto nel 1947, dietro Coppi e Bartali) e fu per due volte secondo nel Giro della Svizzera ('47 e '48). Dopo il 1948 non riuscì più a conseguire i brillanti risultati degli anni precedenti, tuttavia continuò a correre nella squadra di Bartali fino al ritiro dall'attività agonistica, nel 1954.

Segnalato da Franco Mati, marzo 2011
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Renato Mannocci (1923 - 1987)

foto di Mannocci Renato Mannocci nacque a Prato il 17 agosto 1923. Segretario generale dei tessili per molto tempo, fu una delle anime della Cisl pratese. A lui il sindacato deve molto in impegno, dedizione, valori trasmessi. Si adoperò sempre per la promozione del mondo operaio, anche attraverso l'insegnamento alla scuola serale.

La sua passione per le questioni sociali, a partire dal lavoro, lo portarono ad impegnarsi anche nella politica. Fu infatti consigliere comunale per molte legislature, seguendo con particolare attenzione le problematiche della casa. Renato Mannocci fu inoltre un cattolico impegnato, inviato, nel 1976, a Roma al primo convegno ecclesiale 'Evangelizzazione e promozione umana'. Morì a Prato il 21 maggio 1987.

Segnalato da Renata Mannocci, Giovanni Guarducci e Sabatini Matilde, marzo e aprile 2011
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Leonetto Lippini (1925 - 1944)

Foto di LippiniLeonetto Lippini nacque a Mercatale di Vernio il 25 Settembre 1925. La famiglia Lippini si trasferì per lavoro per un paio d'anni a Pola e poco prima del 1939 ritornò in Italia, stabilendosi a Prato, nella frazione di Galciana. Leonetto e il fratello Vincenzo, già operai alla filanda del Vannucchi, entrarono nella resistenza alla fine del 1943. Il 6 settembre 1944, Leonetto fu colto in un'imboscata insieme a 28 suoi compagni della brigata Buricchi, dalla discesa dei Faggi sopra Schignano, e fu impiccato a Figline. Il suo ordine di esecuzione fu il nono e come tutti i suoi compagni andò fiero incontro alla morte gridando "Viva l'Italia". Aveva 18 anni ed era tra i più giovani partigiani del pratese. Il giorno dopo gli alleati liberarono la città.

Segnalato da Francesco Martini, marzo 2011
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Vilda Moscardi Mazzarrini (1930 - 2004)

 Vilda Moscardi Mazzarrini, scomparsa tragicamente nel 2004, è stato un esempio straordinario di donna, madre, insegnante e cittadina. Molti studenti la ricordano come la professoressa dei "pratesi" per i lunghi anni di insegnamento di italiano, greco e latino al liceo classico Cicognini. Forte e indimenticabile anche il suo impegno nel volontariato sociale: nel 1982 promosse la formazione del gruppo femminile della Pubblica Assistenza L'Avvenire di cui divenne responsabile. Per questa sua attività fu insignita dal Comune di Prato delle ‘chiavi d'argento', un riconoscimento riservato a coloro che si distinguono per particolari meriti.

Segnalato da Lorenzo Squilloni, marzo 2011
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Simone Alfiero Scatizzi (1931 - 2010)

Foto di Scatizzi Simone Scatizzi nacque a Prato, per la precisione a Coiano, il 26 maggio 1931. Entrò da ragazzo in seminario a Prato e, dopo gli studi teologici in quello di Pistoia, venne ordinato sacerdote, nel duomo di Prato, il 29 giugno 1954. Fu il primo segretario di monsignor Pietro Fiordelli, allora vescovo di Prato e, in seguito, ricevette numerosi incarichi nella Curia diocesana, fino a diventarne vicario generale. Il 1 agosto 1977 fu eletto vescovo di Fiesole e consacrato, nel duomo di Prato, l'8 settembre dello stesso anno per le mani di monsignor Fiordelli. Il 27 maggio 1981, fu trasferito a Pistoia e rimase su quella cattedra fino al 7 novembre 2006, quando il papa accettò le sue dimissioni per raggiunti limiti di età. Visse gli ultimi anni della sua vita a Pistoia, dove morì il 27 agosto 2010.

Segnalato da Federica Mungioli, marzo 2011
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Riccardo Berti (1946 - 2010)

Foto di Berti Giornalista professionista dal 1970, Riccardo Berti fu un infaticabile cronista, quindi inviato e caporedattore de La Nazione. Divenne poi direttore de Il Piccolo di Trieste, della Nazione e de Il Giornale della Toscana, di cui fu anche fondatore. Nel 2002 venne nominato direttore dei canali di pubblica utilità (Isoradio) di RadioRai. Nel febbraio 2005 assunse la conduzione della striscia quotidiana ‘Batti e ribatti', trasmessa da RaiUno alle 20.30, nello spazio che fu per anni di Enzo Biagi. Dopo una stagione in tv, tornò al giornalismo radiofonico. Nell'agosto 2009 il cda della Rai lo nominò direttore di GR Parlamento e condirettore del GR3. E' stato una guida e un esempio per tanti giornalisti pratesi ed è sempre rimasto molto legato alla sua città: la sua casa era quella di piazza San Francesco, nel cuore di Prato. Morì nell'aprile 2010.

Segnalato da Domenico Priore, marzo 2011
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Riccardo Consorti (1947 - 2008)

Foto di Consorti Riccardo Consorti ha educato generazioni di giovani di tutte le nazionalità, nella scuola e nello scoutismo. Come insegnante, si distinse per l'impegno a favore dell'integrazione degli alunni extracomunitari. Nel suo nome proseguono ancora oggi iniziative per favorire l'educazione e l'integrazione sociale. Nello scoutismo cattolico ricoprì incarichi nazionali e internazionali, partecipando fra l'altro all'organizzazione del Jamboree del 1991, nella Corea del Sud.
Il successo della sua opera di educatore e la sua comprensione dei fenomeni sociali era connessa ad una cultura concreta e multidisciplinare. Ciò faceva di lui un tipo di intellettuale nuovo: architetto e disegnatore, chitarrista (di lui ci sono rimaste anche registrazioni di rilievo), ma anche entomologo (a cui la comunità scientifica deve per altro il rinvenimento di nuove specie, pubblicate in riviste scientifiche).

Segnalato da Fabiano Corti e Francesco Santi, marzo 2011

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