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Comune di Prato

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foto di Iva Pacetti
Fu un’applaudita e talentuosa soprano, protagonista di opere in tantissimi teatri italiani e nel mondo. A soli 23 anni, il maestro Arturo Toscanini la volle alla Scala: fu l’inizio di una splendida carriera che la vide calcare le scene accanto a Beniamino Gigli e Gino Bechi.

Biografie dei pratesi illustri

Iva Pacetti

(1899 – 1981)

Nata a Prato nel 1899, fin da giovanissima manifestò irrequietezza di carattere, insofferenza alla vita monotona di tutti i giorni, una gran voglia di cantare. A quindici anni iniziò a prendere lezioni di musica e canto dal maestro Ferruccio Cecchini e da Mary Mirabella. Seguì anche lezioni di arte scenica da Italia Vitalini.
La passione per la musica la portava ad assistere a tutte le rappresentazioni liriche al Teatro Metastasio, fino a quando giunse un'occasione da prendere al volo: le venne proposta l'Aida nel teatro della sua città, per ben 100 Lire a recita, una forte somma per l'epoca. Il 3 febbraio 1920 Iva Pacetti fece il suo esordio appena ventunenne, con padronanza scenica e vocale insolita per una debuttante. Subito dopo l'esordio ebbe un grande maestro: Arturo Toscanini che nel 1922 la volle a La Scala per "Mefistofele" di Boito.
Iniziò così una splendida carriera, piena di trionfi e di soddisfazioni, che la vedrà grande interprete in tantissimi teatri italiani, e a Buenos Aires, Rio de Janeiro, San Paolo, in Cile a Conception, Santiago e Valparaiso, in Egitto al Cairo ed Alessandria, in Francia, Germania, a Londra al Covent Garden, e poi in Perù, a Montecarlo, Barcellona, Chicago, New York, in Svizzera e Ungheria.
Al Teatro alla Scala fu grande interprete per circa un ventennio. Ha cantato numerose volte con il grande Beniamino Gigli, tra cui nel 1941 al Teatro Comunale di Firenze insieme a Fedora Barbieri e Gino Bechi nella prima assoluta dell'opera di Franco Alfano Don Juan de Manara.
Il 6 giugno del 1941 fu a Prato al Politeama Banchini (oggi il Politeama Pratese) per "Andrea Chenier" di Umberto Giordano con Gigli e Mascherini e Umberto Berrettoni sul podio. Quella sera il maestro Giordano era presente alla rappresentazione pratese.
La Pacetti fece anche diversi concerti di musica da camera, cantando brani dei suoi contemporanei Pizzetti e Zandonai. Continuò la sua carriera fino al 18 gennaio del 1947, in cui dette l'addio alle scene a Roma interpretando Turandot. Dopo quella recita decise di non cantare più.
Morì a Roma nel 1981.
f.m.

Ultimo aggiornamento della biografia: 25.10.2012
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