salta la barra


Comune di Prato

 indietro
foto di Tobia Bertini
Famoso cantante lirico, nella seconda metà dell’Ottocento interpretò i ruoli più vari ed impegnativi nei teatri italiani ed esteri. Nel 1886, ad esempio, a Rio de Janeiro fu diretto dal debuttante Arturo Toscanini nel ruolo di Radames, in Aida, che replicò l’anno successivo alla Scala di Milano. Si ritirò ancora giovane per dedicarsi all’organizzazione teatrale.

Biografie dei pratesi illustri

Tobia Bertini

(1856 – 1936)

Secondogenito di sei fratelli, affidato all'Orfanotrofio Magnolfi all'età di nove anni, fu allievo del sacerdote Antonio Ciabatti, prefetto dell'istituto, che aveva creato in seno all'orfanotrofio una scuola di canto e di pianoforte.
A diciotto anni iniziò a lavorare presso una bottega di intagliatori ma trovò il tempo di frequentare a Firenze prima la scuola di canto del maestro Ettore Contrucci, poi quella dei maestri Ciaffei e Cortese, con i quali perfezionò il suo stile.
L'8 settembre 1877 calcò le scene per la prima volta, nella parte di Manfretta, figura di secondo piano nella Marinella di Attilio Ciardi, dando prova di saper stare in palcoscenico.
Il 16 ottobre 1879 debuttò al Teatro Matteini di Pistoia nel ruolo di Alfredo Germont ne La Traviata ed ottenne subito un entusiastico successo di critica e di pubblico. L'anno successivo cantò nella Norma a Firenze e il 22 dicembre del 1880 fece il suo debutto all'estero nelle vesti di Faust nel Mefistofele di Arrigo Boito al Teatro Imperiale di Varsavia.
Dal 1880 in poi Tobia Bertini interpretò i ruoli più disparati ed impegnativi, nei grandi teatri italiani e stranieri. Fu ad esempio Radames in Aida nel 1886 a Rio de Janeiro, con un diciannovenne Arturo Toscanini improvvisato in extremis direttore d'orchestra, al posto del direttore titolare, "protestato" dai fischi del pubblico. L'anno dopo, sempre con Aida, il suo debutto alla Scala di Milano.
Si ritirò ancor giovane, nei primi anni del Novecento e si dedicò per qualche anno all'organizzazione teatrale che gli dette però poche soddisfazioni.
Morì a Milano il 28 aprile 1936 e nel novembre dello stesso anno la sua salma fu traslata, con solenni onoranze, a Prato, ove riposa nel Cimitero della Chiesanuova.
f.m.

Ultimo aggiornamento della biografia: 25.10.2012
 personaggio precedente

 indietro inizio pagina