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Comune di Prato

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Foto di Curzio Malaparte
Grande scrittore, ma soprattutto eccezionale testimone del suo tempo. Colto, intelligente, inquieto, fondò correnti letterarie e riviste, scrisse numerosi libri di grande forza evocativa e rivoluzionaria, ma anche di profonda analisi polico-sociale. Memorabili i suoi reportages dai vari fronti europei durante la seconda guerra mondiale. Tra i suoi titoli più celebri Kaputt, La Pelle, Maledetti Toscani. Molto legato a Prato, la guarda dallo Spazzavento.

Biografie dei pratesi illustri

Curzio Malaparte

(1898 - 1957)

Stalin stava parlando con lui a voce bassa. Pacata. Era la voce di uno degli uomini più temuti, odiati e ammirati di ogni tempo, ma Curzio Malaparte non pensava a quello. Pensava, invece e se stesso: "Sono convinto – scrisse infatti più tardi – che Stalin mentre mi guardava pensasse di me, con ammirazione: così giovane e già direttore della Stampa".
Ecco Curzio Malaparte, nato a Prato (nome d'arte di Kurt Suckert) da padre tedesco e madre lombarda, era così. Ogni cosa era subordinata a se stesso. E niente sfuggiva da questa regola, né libri né donne, né santi né demoni, né amicizie o credi politici. In prima fila su tutto c'era lui. Curtino.
Certo è che la sua è stata una delle figure fra le più emblematiche del Novecento, e certamente il suo ruolo di testimone è sempre stato un ruolo di prima fila.
Fondatore di correnti letterarie e di riviste come "Strapaese", diplomatico, scrittore di libri di grande forza evocativa e rivoluzionaria come "Le bonhomme Lenin", o "La rivolta dei santi maledetti", o di grande analisi polico-sociale come "Kaputt" e "La pelle", e, come inviato del Corriere, di corrispondenze coraggiose dal fronte russo, come "Il Volga nasce in Europa", che lo fecero richiamare in patria dal direttore Albertini e lo resero inviso a Hitler del quale aveva scritto, ironicamente che era "una donna"; ricco, adorato da femmine che per lui arrivarono al suicidio, cinico quanto bastava per passare da protagonista attraverso la storia e vivere gomito a gomito dei potenti senza farsi scalfire, Malaparte ebbe l'incredibile capacità di raccontare cose che nessuno aveva mai detto, e soprattutto era l'uomo capace di anticipare i tempi e di vedere con maggior chiarezza di ogni altro le stagioni culturali e politiche che sarebbero venute dopo il dramma della guerra.
Aveva capito con incredibile anticipo, ad esempio, che prima o poi la Cina sarebbe tornata ad avere un ruolo primario nella storia, e insieme a grandi intellettuali e scienziati, della Cina finì per innamorarsi.
Molti l'hanno criticato, semplicemente perché aveva il dono d’essere nel posto giusto al momento giusto, e scrivere i libri capaci di far discutere. Nel bene e nel male.
Certamente Malaparte resta ancora oggi un elemento di discordia, ma anche di grande curiosità e dibattito non solo fra i nostri pigri intellettuali, ma anche fra il grande pubblico, se si tiene conto che uno dei suoi libri di corrispondenze di guerra, "Il Volga nasce in Europa", ritradotto recentemente in lingua inglese ha avuto un successo incredibile negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. E i suoi libri continuano a essere tradotti in decine di lingue diverse.
Contradditorio lo fu, ma lo fu soprattutto per quelle spinte intellettuali che danno vita, nel mondo degli uomini di cultura, a continue evoluzioni. In dispetto al conservatorismo. Un esempio per tutti: fondatore della corrente di Strapaese, che lo legava strettamente al territorio, finì per essere il primo vero intellettuale europeo.
Capace di parlare diverse lingue, giramondo e curioso instancabile, fece dell'Europa la sua patria adottiva: lui che nato in Italia, a sedici anni andò a combattere per la Francia sulle Ardenne, ricevendo una medaglia al valore, lui che era figlio di un tedesco, fra la "sua" Germania e l'Unione Sovietica finì per simpatizzare per quest'ultima, lui che rifiutò il franchismo perché aveva mietuto la gioventù europea sui campi di battaglia, fa parte di un gruppo ristretto di personaggi che rappresentano ancora oggi, la necessità assoluta di conoscere, di raccontare e di partecipare. Come Andrè Malraux, Arthur Koestler, Ernest Hemingway.
u.c.

Ultimo aggiornamento della biografia: 25.10.2012
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